
La cura di Concita De Gregorio mi ha chiamato per settimane dagli scaffali in vetrina delle librerie mentre io cercavo quasi di sfuggirgli per paura di rivivere qualcosa che si cerca di dimenticare, anzi no, di assorbire. Quando però l’ho trovato su Storytel, letto da lei, allora ho ceduto. Ed ho fatto bene.
La cura Concita De Gregorio recensione
La cura è un racconto senza filtri del tumore che ha travolto l’autrice e delle nuove situazioni in cui si è trovata coinvolta, senza che nessuno glielo chiedesse.
La malattia è così: quando arriva ci impone dei nuovi modi di pensare, di agire, di contare il tempo e di relazionarsi con gli altri. Non è mai facile abituarsi e forse non ci si riesce fino in fondo. Ci si plasma sulla malattia, qualsiasi essa sia.
La narrazione è libera, tocca vari temi, alcuni più delicati, altri più frivoli e meno d’impatto.
L’inizio però è un vero pugno nello stomaco. La chiusura anche.
De Gregorio legge il suo stesso lavoro in maniera magnifica, dandogli un peso e un valore aggiunto che non si può valutare.
Molteplici sono le citazioni che mi sono segnato.
Qualcuna ve la lascio qui sotto. Scusate la punteggiatura: le ho trascritte mentre ascoltavo.
«Un attimo prima era il tempo di prima, un attimo dopo, il tempo di dopo.»
«Ma sappi che lamentarti fa solo stare peggio le persone attorno a te e non ti fa stare meglio. Quasi nulla di quello che ti succede nella vita dipende da te. Ma sempre, invece, dipende da te come reagire.»
«La cura è premura. È controllo, è ordine. È un compito per chi la offre e per chi la riceve. È un viaggio prima ancora che una meta.»
Voto: 8+
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