
Quanto è sadica la scrittura di Fitzek? Ma soprattutto da quando e quanto il nostro desiderio di una lettura così lo è? Questo mi ha destabilizzato 😱
L’internato Sebastian Fitzek recensione
Max Berkhoff è un bambino scomparso ormai da un anno, senza un colpevole, senza una motivazione e senza una sentenza. Il padre è convinto che un uomo recluso in un ospedale psichiatrico, che ha commesso crimini orribili, sia il responsabile e per farlo confessare si introduce in quel luogo dove il confine tra follia e verità si assottiglia.
L’internato di Sebastian Fitzek è un thriller caratterizzato da un piacere sadico (è una parola che è rimbombata nella mia testa per tutta la lettura e ora devo riproporvela all’infinito) che nello stesso tempo appaga e spaventa chi legge!
La scrittura di Fitzek ormai la conosciamo: è fluida, paurosamente accogliente, pungente e chi ha intrapreso la lettura dei sui libri difficilmente può farne a meno. È una trappola in cui noi vogliamo essere catturati. Ogni volta.
La storia mi è piaciuta, ha dei colpi di scena pazzeschi e intrattiene parecchio.
Ottimo per qualsiasi stagione.
Voto: 8
Ho ricevuto una copia di questo libro da parte di Fazi che ringrazio.
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